Assemblea aperta: quale ruolo per gli archivi anarchici oggi?
L’amore fra il movimento anarchico e la carta stampata è lungo e inossidabile. Non è dunque un caso se ovunque ci sia un anarchico o un’anarchica è quasi certo che ci sia anche un archivio o una biblioteca. Il movimento anarchico è stato infatti tra i primi a cogliere l’importanza di raccogliere, tramandare e raccontare la propria storia e la propria memoria senza delegare ad altri questo compito. E lo ha fatto con la consapevolezza di quanto sia importante dare forma dal basso a narrazioni altre rispetto a quelle dello Stato, delle istituzioni o di chiunque abbia tentato di imporre una narrazione egemonica. La storia di archivi e biblioteche anarchiche e libertarie è dunque ricca e variegata, e ciò è anche dovuto al fatto che i nostri archivi, in perfetto stile anarchico, hanno antidogmaticamente saputo affrontare le sfide di un mondo come quello contemporaneo in continuo mutamento. La prova è che siamo ancora qui, che siamo in tanti e in molti posti differenti.
Ciò detto, i piani che contraddistinguono il ruolo di archivi e biblioteche anarchiche e libertarie sono molteplici. Per citare i più importanti, sono innanzitutto delle sedi anarchiche post-classiche e, in quanto tali, presidi sul territorio in grado di relazionarsi in continuità con il contesto politico e sociale in cui operano. Sono inoltre dei laboratori di pensiero e memoria collettiva indispensabili per aggiornare la pratica anarchica, memori di quelle piccole grandi storie individuali e di quegli episodi meno conosciuti che hanno però costituito il vero tessuto connettivo della grande Storia. Un variegato assortimento umano – talvolta riottoso e pudico nel raccontarsi o nel farsi raccontare – che è sempre stato la linfa vitale dei movimenti di trasformazione sociale.
Tuttavia come si diceva il nostro è un mondo in rapido e continuo mutamento, e rimane dunque cruciale confrontarsi sulle sfide che quotidianamente mettono in discussione il nostro ruolo e le nostre pratiche, a partire dalle diverse ma ugualmente tormentate questioni dell’autonomia rispetto alle istituzioni e della digitalizzazione, dei vantaggi che offre quest’ultima ma anche delle implicazioni non sempre positive che comporta.
In un mondo sempre più omologato e globalizzato abbiamo pensato che fosse importante riflettere su queste tematiche a partire da prospettive differenti anche da un punto di vista geografico e dunque sociale. Per questo il dibattito sul ruolo degli archivi anarchici oggi verrà introdotto e stimolato da quattro interventi di altrettante realtà attive in contesti molto diversi tra loro: Mayday Rooms di Londra (UK), la Biblioteca Terra Livre di São Paulo (Brasile), l’Archivo Histórico La Revuelta di Santiago (Cile), e Anarhiva di Cluj-Napoca (Romania).